[doppiafila]
perchè cercare un posto lontano se posso parcheggiare proprio QUI?
 




giovedì, luglio 31, 2003

ferie vacanze oreste bum

oggi ultimo giorno di lavoro a Roma, domani viaggio in Friuli, ultimo aereo da Trieste (speriamo di non perderlo, sarebbe un tragedia, perchè parto sabato mattina presto). Ritorno previsto per il 26 di agosto. Bene bene. Benissimo. Dippiù!

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mercoledì, luglio 30, 2003

ho visto irrigatori gettare i loro fiumi in aria ed ettari di grata terra umida    ---    ho visto rubinetti scorrere su boccali e tazzine senza che alcun barista si curasse di chiuderli    ---    ho visto fontanelle pubbliche mantenere un getto inane per ore ed ore sotto il sole    ---    ho visto uomini in canotta e bermuda innaffiare a canna piccoli giardini    ---    poi ho visto i titoli dei giornali: siccità    ---    già vedo milioni di italiani sentirsi dei sopravvissuti: io ho fatto la siccità    ---    "che vita dura: ora capisco quei poveracci in Africa"

postato da doppiafila, 12:53 | link | commenti (4)

martedì, luglio 29, 2003

vita

Roma è magnifica, e le piazze - quelle vere - ne sono il cuore. In una sola passeggiata neanche troppo lunga se ne incontrano quattro cinque, una più bella e pulsante dell'altra. Ieri sera, per esempio, con un amico: P. Trilussa che fa da filtro al caos del Lungotevere ed apre all'intimo labirinto delle viuzze, P. Santa Maria in Trastevere e la sua fontana in cui tutti si danno le spalle e guardano in fuori, quell'altra piazzetta a due passi (che non mi ricordo come si chiama), famosa perchè ci si vende (va?) il fumo, zona franca tollerata dalla Forza Pubblica, e poi passato il fiume P. Farnese e il suo etereo palazzo, le fontane che furono alle terme di Caracalla, pochi passi e Campo de' Fiori, librerie vinerie banchetti pub pizzerie cinema fontanella edicola vigili camper e gente gente gente che vive libera, che parla, che non teme nulla, che si diverte, che al massimo si lamenta di non aver trovato parcheggio e di avere la macchina da qualche parte in doppiafila.

postato da doppiafila, 16:25 | link | commenti (5)

giovedì, luglio 24, 2003

dovevo pensarci prima

perchè tre anni fa non sono uscito col taccuino e non mi sono segnato tutti i prezzi delle cose che compro più spesso la sera? Possibile che tre anni fa una birra a Campo dei Fiori costasse 13,000 lire? non ci posso credere! Mi sarei ribellato! avrei scritto ai giornali (e non mi ricordo di averlo fatto, quindi doveva costare di meno). Quanto costava il riso soffiato piccante? E quanti risini ci venivano? E di mais tostato, per 5,000 lire, te ne davano più di venti chicchi? non mi ricordo! Mannaggia a me che non sono mai uscito col taccuino! E' che poi nei mesi della coabitazione e del doppio prezzo io non stavo in Italia, sennò sono sicuro che me ne sarei accorto... L'unico prezzo che mi ricordo con assoluta certezza sono le 10,000 lire del pizza e cozze vicino piazza Navona (ora mi pare che stia a dieci euro). Comunque, tanto per concludere con una nota di concretezza, oggi esco con un mega taccuino e mi segno tutto, così quando si torna alla lira non ci fregano!

postato da doppiafila, 16:30 | link | commenti (6)

mercoledì, luglio 23, 2003

coccoloterapia

Copincollato da Internet:

Nella nostra esperienza i Single sono quelli che più si divertono durante una crociera. Al ristorante, al bar, in discoteca, giocando e facendo le tipiche attività di bordo, puoi conoscere chi vuoi, chi ti piace, o rilassarti tranquillamente pensando alle tue cose. Un fantastico viaggio tra i COLORI del Mar Mediterraneo... SINGLE d'@mare Potrai conoscere tanti nuovi AMICI... e tutti SINGLE... provenienti da tutta l'Italia, potrai partecipare ai nostri giochi, emozionarti con il "BLIND DATE", fare il corso di DANZA LATINO-AMERICANO, il FITNESS, la BRAINART o la COCCOLOTERAPIA... e la sera è sempre grande festa ... Insomma mille opportunità per giocare, ridere, conoscere altre persone in una fantastica atmosfera di svago...

No comment (io; voi commentate pure).

postato da doppiafila, 13:44 | link | commenti (7)

martedì, luglio 22, 2003

e bravi

Bush e Berlusconi sono d'accordo su tutto. Su tutto! Come si fa ad essere d'accordo su tutto? Berluscò!?!?!?! Non mi dire che ti è piaciuto pure il cibo americano?! Non ci credo, non ci credo, non ci credo: ci vuole la verifica.

postato da doppiafila, 11:55 | link | commenti (4)

lunedì, luglio 21, 2003

le tre "i"

L'annunciatrice del TG1 (o forse dovrei dire giornalista, boh) annuncia nei titoli un servizio sul concerto di James Brown, "il principe del saul". Il "saul" non è un personaggio dell'Antico Testamento, ma un genere musicale che noi non-giornalisti chiamiamo "soul", pronunciandolo più o meno come si scrive. Passa quasi l'intero telegiornale, scorrono Berlusconi, Bush, Barrichello e - nel giorno delle B - tocca a Brown, di nuovo "artista saul". E' già triste che una professionista non conosca l'inglese al punto da cannare la pronuncia di una parolina manco poco importante; ma è ancora più deprimente che di tutti i colleghi che l'hanno sentita cannare nessuno l'abbia corretta: il regista, magari, sempre connesso in cuffia, un tecnico, chiunque avesse mai sentito parlare di body&soul o di Save Our Souls - l'S.O.S. del Titanic - o che anche solo per caso avesse ascoltato una sola canzone del Godfather...).

postato da doppiafila, 14:29 | link | commenti (4)

personaggi estivi: l'annoiata di gruppo


Sa tutti i movimenti, è sempre in testa al plotone, ma non sorride mai: la nostra ballerina non si diverte. Di norma ha i pantaloni lunghi, un top bianco corto e un fidanzato che la controlla mimetizzato tra i guardoni. Spesso sa anche muovere la bocca in sync con la canzone, anche se magari non parla spagnolo nè portoghese. Lo sguardo lo tiene fisso avanti a sè, si direbbe stia pensando al tagliando che deve fare al motorino, o decidendo se cambiare solarium. Non guarda mai neppure le altre ballerine: sono loro che devono seguire lei. Se la vedesse un latinoamericano vero, si chiederebbe "ma perchè balla se non si diverte?". Chi se la sente di spiegarglielo?


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venerdì, luglio 18, 2003

bogotà, il centro

 

 

 

 

 

 

postato da doppiafila, 15:21 | link | commenti (4)

mercoledì, luglio 16, 2003

bogotà

- sei veramente un turistello fastidioso tu, e dovresti stare attento a come parli, perchè qui il poliziotto sono io, e sono io che dico cosa si deve e cosa non si deve fare.

Anche se non sono madrelingua spagnola, credo di aver colto ogni sfumatura di quella frase. Mi aiutava a trovare concentrazione il fatto che la pronunciava un tipo alto almeno due metri e grosso quanto un orso. Il compare mi guardava divertito: non doveva essere abituato a vedere un epilogo del genere per la loro scenetta. Io intanto temevo che il battito del cuore facesse tremare la camicia e si vedesse da fuori, rovinando il mio personaggio calmo e determinato. Che strizza.

Avevo pensato di fare "una passeggiata per il centro". Come se il centro di Bogotà e quello - che so - di Roma fossero separati solo da 10,000 chilometri. Macchè: di diverso hanno tutto, a cominciare dal ruolo nella vita della città. Quello che a Roma è salotto aperto ai cittadini, lì è terra di nessuno, ideale per malfattori violenti e pericolosi o - come nel caso di quelli toccati a me - ispirati al Totò di fontana di Trevi.

Una passeggiata per il centro. Avrei dovuto capire subito che non era il caso. Il primo isolato che mi trovo davanti sembra Beirut durante un bombardamento. Solo che non sono nemmeno case, sono direttamente baracche, e rovine, rovine, rovine dappertutto, con dei falò isterici non giustificati dal caldo del primo pomeriggio. Anche la gente non prometteva niente di buono: i più innocui erano gli impiegati coi mocassini di cartone e la cartella in plastica stretta al petto che schizzavano tra i portoni e le mille, informali fermate d'autobus, costretti a dribblare a testa bassa un vagabondo ciondolante dopo l'altro.

Non faccio in tempo a fare due più due (e decidere di telare) che mi si avvicina l'orso, sorridente e mellifluo.
- Buongiorno e ben arrivato a Bogotà!
Sono troppo buono, ingenuo e rilassato per non sorridergli mentre lo guardo.
- Lei è un turista, vero?
E' talmente evidente che sembro una mosca nel latte, e non nego: - sì, sono qui in vacanza.
Tiro fuori il mio spagnolo migliore, nella speranza che lui mi creda di un altro dipartimento del paese. Macchè, ho la pelle chiara, gli occhi verdi e 15 centimetri più della media.
- Mi fa vedere il tesserino della Polizia, per favore?
E' lì che capisco di essere in pericolo, anche se non afferro il perchè. Non faccio in tempo a reagire che si avvicina un tipo basso, butterato, sui sessant'anni, coi capelli tagliati col falcetto; già a
cinque metri ci guarda e sorride, ma il grizzly di due metri fa comunque la finta di fermarlo "per caso": - Lei, scusi signore, è straniero?
- Sì, sono Ecuatoriano
- Bene! (che sorpresa...) Ed ha il tesserino della Polizia?
- Certo! E da un portafoglio in cui c'è tutto meno che una banconota (aspettano le mie, 'sti gattoelavolpe dei poveri) tira fuori uno straccetto bianco che sarebbe il famigerato tesserino.
Lo straccetto vola di naso in naso, lasciando l'orso soddisfatto e me ancora più impensierito.
- Vede, lui ce l'ha! E' una legge del nostro governo che noi della Polizia rilasciamo un tesserino ad ogni straniero: sa, per la vostra protezione. Lei non ce l'ha, quindi?!

Ormai le uniche cose a cui penso sono a) come mi tireranno fuori i soldi b) come scappare. Purtroppo sono in un marciapiede un po' isolato, di poco passaggio, e la probabilità che un poliziotto si avvicini a portata di scatto è minima. Ad ogni modo, i due compari provvedono almeno a togliermi l'altro dubbio: le modalità di pelaggio. E' l'Ecuatoriano che parla:
- Guardi, amico Italiano (glielo ho detto nel mentre, per guadagnare tempo), il tesserino è veloce, si fa in un palazzo qui vicino, se vule ce l'accompagno io
- sì, sì - fa il poliziotto -  ce l'accompagna lui, così è più tranquillo.
- sì, sì - penso io - più tranquillo un par di palle - e già m'immagino l'androne buio, le scale polverose, il Gatto che non smette di parlare, il respiro trattenuto dell'altro complice acquattato, la
randellata improvvisa, il dolore, il buio, il risveglio in mutande, il taxi, la polizia vera, il...

- Sentite, il tesserino non ce l'ho e non credo di doverlo fare.
E' la mia strategia: assertivo, calmo, controllato, assertivo, rilassato, deciso. La seconda persona plurale gli fa capire che non credo ad una parola di quello che dicono.
Mi guardano. Secondo me vedono il petto che fa su e giù, e il mio collo è come se gli pulsasse addosso. Passano alle minacce, devono essere abituati a gestire qesto tipo di "fase due".
- Guarda che noi siamo qui per proteggerti, ma devi darci una mano. Questo è un paese pericoloso, specie per i turisti.
L'amico di Quito fa sì con la testa, paterno. Sembra  suggerire di farmi comunque derubare, anche se ho capito il trucco, per evitare ferite, sequestri o chissà cosa.

Il gigante si avvicina e mette la mano sotto la giacchetta.
- Forza, andiamo a fare questo cazzo di tesserino.
E' a venti centimetri, sono nemmeno le due e mi fa ombra.


- No. Arrivederci.

In meno di dieci secondi salto dal marciapiede, attraverso la strada, chiamo il taxi che avevo intravisto arrivare, salgo, chiudo la portiera mi sporgo all'autista, dico - al Museo del Oro, por favor -  mi giro e loro sono lì e io sono sul taxi e ancora mi cago sotto.























postato da doppiafila, 19:17 | link | commenti (7)

sketch

Quanto è bello questo disegno?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto?

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martedì, luglio 15, 2003

riunione

Lui parla, convinto di distribuire saggezza. Uno gli da retta, per paura di perdere visibilita', e risponde punto su punto, prolisso. Fanno si' con la testa solo i subordinati dei due, e specialmente alle frasi che sono palesemente destinate all'approvazione. Si sprecano gli occhi spenti, gli sbadigli repressi, gli scarabbocchi. Uno, piu' fortunato, si e' collegato alla rete e magari sta su internet. Interviene comunque, di tanto in tanto. Quanto durera', questa riunione?

postato da doppiafila, 14:13 | link | commenti (4)

capocotta

sapete di qualche sito/blog che abbia un lista commentata dei famigerati "cancelli"?

postato da doppiafila, 09:52 | link | commenti (3)

venerdì, luglio 11, 2003

roma, festa dell'unità

vestiti nei modi più doversi, si aggirano per i tavoli. Luca - quasi quarant'anni - ha i pantaloni beige e la camicia azzurra aperta al secondo bottone; Giulia è una signora, ha un vestito etnico e dei sandali in cuoio; Marco dev'essere un informatico (o un blogger), timido, schivo, guarda per terra e ha la maglietta nera con su scritto "I did not vote for Berlusconi" (fondamentale in caso di viaggio all'estero); Paolo è abbronzatissimo, camicione hawaiano a fiori, sigaro spento in bocca, 50 anni. In comune hanno un adesivo rosso, appiccicato sul petto, col nome scritto a pennarello e una frase: "io sono volontario". Volontario a servire al tavolo, a sparecchiare, a prendere le ordinazioni. Volontario nel senso che non lo pagano, e che lo fa con gioia, e quando si stacca l'adesivo sente di essere stato utile. Questa - sembra incredibile - è politica: creare un'occasione d'incontro e farla funzionare, far comunicare la gente, dare spazio, far esprimere, musica, colori, libri, dibattiti, cazzeggio. Anche l'estate romana è politica. La vita è politica. Questo modo di vedere le cose è un tesoro italiano: non lo sprechiamo.

postato da doppiafila, 11:33 | link | commenti (11)

giovedì, luglio 10, 2003

Fregene, litorale romano

Qui i romani "bene" hanno le ville, e la famiglia (intera) ci si trasferisce da Giugno a Settembre: il papà pendola sulla Roma - Civitavecchia, la mamma va a far la spesa in bicicletta e i figli scorrazzano in bande che restano amiche fino alla vecchiaia. Anche le discoteche migrano in estate, ed occupano gli stabilimenti (i bagni, direbbero a Rimini) e le auto lo squallido lungomare, ma solo venedrì e sabato. In mezzo alla settimana, i residenti e pochi romani ci vengono a cena. Ieri ci sono stato anch'io. Mentre aspettavo i miei amici, ho passeggiato un po'. La strada che distribuisce bagnanti, ballerini e bestie varie è una colata di asfalto senza marciapiedi, sporca e male illuminata. Passo accanto ad una Y10, dove una coppia discute e mangia una cena di McDonald's. Sull'altro marciapiede (si fa per dire, marciapiede: in verità è una striscia di terra semi battuta), un signora si aggiusta i pantaloni e mi guarda con sospetto. Forse stava pisciando. Raggiungo due cassonetti, in mezzo alla strada per essere prelevati più facilemnte dal mezzo automatico, e l'odore mi convince a tornare indietro. Rivedo il signore, che ora sta armeggiando col baule dell'auto. L'Y10 invece è partita, e al suo posto c'è una traccia di patatine fritte, una busta di ketchup e la confezione in polistirolo di un panino.

postato da doppiafila, 10:15 | link | commenti (9)

mercoledì, luglio 09, 2003

Milano, Italia

E più precisamente, l'aeroporto di Linate.  Per un quarto d'ora, mi sono sentito nel cuore della moderna italianità. Una mezz'oretta a disposizione, decido di fare colazione, e salgo i pochi scalini verso il bar. Alla cassa, un signore 50enne (o poco più) raccoglie la mia ordinazione. Il resto me lo butta - moneta per moneta - sul bancone, a circa  quaranta centimetri da me. Non muovo un muscolo, e lui mi avvicina le monetine e lo scontrino. Per prendere il cappuccino, vado verso il bancone. Il barista sta prendendo del latte dai frigoriferi bassi, e non mi guarda. Prende il latte, lo porta sul retro, torna, si riabbassa a frugare nel frigo. E non mi guarda. Anche qui mi limito ad aspettare: sono ben abituato alla concezione nostrana del servizio. Finalmente alza lo sguardo verso di me (l'espressione è "ma chi è questo imbecille che sta qui fermo e non dice nulla") e dice "de lei?". - E io vorrei un cappuccino, per favore. Poggio lo scontrino, lui lo prende e lo passa ad una collega che prima era persa dall'altra parte del bar. Mentre torno alla cassa per farmi dare il panino riscaladato, sento il barista che parla con un altro cliente di servizio e tavoli. Il cassiere allora poggia il mio panino sul banco da lavoro in alluminio e si rivolge al barista: "come sarebbe non c'è servizio al tavolo". - Ho detto c'è servizio al tavolo, risponde il barista, e poi si rivolge al cliente e commenta i difetti auditivi del collega. Tra borbottii e rimproveri reciproci, al barista scappa un "che palle", subito contrastato da un "non dica le parole" (sic) del cassiere, che (con la mia focaccia in mano, occhio!) sporge minacciosamente il corpo verso il maleducato. Tutti i numerosi avventori in attesa seguono la scena, indifferenti. Finalmente mi danno il panino: è bruciato per metà.

postato da doppiafila, 09:34 | link | commenti (3)

martedì, luglio 08, 2003

Un pensiero così

La specie umana ha scelto di organizzare la propria vita in diversi modi, uno per ogni regione del pianeta. In Occidente, abbiamo scelto l'economia di mercato. Che conseguenze ha questa scelta? E' sostenibile? Una sola cosa è certa: ci siamo dentro fino al collo, Chicago-boys e no-global.

postato da doppiafila, 16:48 | link | commenti (4)

E è estate!!

Diamine, quasi non me ne rendevo conto!

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lunedì, luglio 07, 2003

Scooterroni reloaded

A Roma parli di traffico e si scatena l'inferno: probabilmente perchè è un casino per tutti, e ci si accumula un sacco di bile a stare in giro circondati da incivili e maleducati. Non voglio suggerire che gli Scooterroni siano la causa di tutti i mali, nè che siano gli UNICI ad essere mal-educati. E' vero che per guidare il barcone ci vuole la patente (come dice Claro), ma magari questo bastasse a fare degli Scooterroni degli automobilisti come me!! Visto che tutti noi Italiani siamo incivili (cioè non rispettiamo gli altri), l'unico limite ai nostri comportamenti lo dà la fisica (massa, velocità, peso); in altre parole, se POSSIAMO fare una cosa, VUOL DIRE che la faremo. Ora, lo Scooterrone PUO' fare molte più cose (avendo un mezzo più maneggevole) e QUINDI le fà. Gli automobilisti - è ovvio - fanno pure loro tutte le cose che possono, ma grazie a Dio sono frenati da 1 tonnellata circa più 160 cm di larghezza (che diventa mortale in altre situazioni - savassandir).

E' vero pure ( CLuce) che le due ruote inquinano meno e occupano meno spazio e sono intrinsecamente più ecologiche, e su questo niente da dire. E' che io non ho nulla contro i motociclisti in generale, è solo che ho notato dei comportamenti fastidiosi e pericolosi, e mi sono reso conto che gli Scooteroni sono quelli che li mettono in pratica più spesso!!! L'invasione di corsia, in particolare, fateci caso: le moto da strada difficilmete invadono la corsia, gli Scooterroni lo fanno NORMALMENTE. (cosìè allora che accomuna gli S. e li distingue dagli altri dueruotisti, moto e motorini? Esiste una demografica tipo, un atteggiamento comune che li distingue? Perchè Kilo sente la necessità di dire che il "vero uomo" non ha lo Scooterone ma la moto?)

Patty addirittura suggerisce che i poveri S. sono COSTRETTI ad invadere la corsia perchè noi automobilisti facciamo lo shangai (immagine carina, realtà ben fotografata: ma l'inciviltà degli altri non dovrebbe giustificare la propria, pena l'escalation fuori controllo!!!! - e pagano sempre i "civili", come Mk)

Non vorrei che alla fine la vera convenienza dello Scooterone rispetto alla macchina fosse la famigerata, ineludibile e provata "licenza di fregarsene".

postato da doppiafila, 11:54 | link | commenti (7)

venerdì, luglio 04, 2003

Scooterroni

Cari amici scooterroni romani, vi scrivo perchè vi reggo sempre meno, e mi piacerebbe la smetteste di scorazzare per la città in contro mano, a velocità improbabili e senza rispetto per nessuno. Ci tengo a farvi presente che insieme allo scooterone NON vi hanno venduto anche la dispensa del Questore dal Codide della Strada che vincola noi mortali: sarebbe carino che anche voi NON superaste la linea di mezzeria quando sulla VOSTRA corsia c'è fila. Se proprio dovete farlo, per cortesia, NON fate i duelli, in altre parole NON giocate a "chi si sposta prima", perchè noi automobilisti alla fine ci scansiamo sempre, ma il giorno che ci gira di non scansarci sono ca**zi (e soprattutto per voi). Già che abbiamo instaurato un dialogo, vi prego di NON sfrecciare sulla corsia d'emergenza facendo peli da brivido a noi ( e stavolta mi metto nei panni del ciclista), in particolare perchè i vostri barconi spostano più aria di un TIR da 200 tonnellate. Con simpatia (minima), doppiafila

 

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giovedì, luglio 03, 2003

Dilettante allo sbaraglio

Il nostro Presidente del Consiglio (perchè è anche mio, inutile negarlo - anche se non l'ho votato), ha fatto una figura barbina alla prima (!) apparizione ufficiale in Europa. Questa sua uscita (quella del kapò, per intenderci) mi ha fatto finalmente capire appieno il "mistero Berlusconi": è un vero e proprio animale politico 8certe sue intuizioni persino d'Alema se le sogna) e - allo stesso tempo - è di un dilettantismo ai limite del ridicolo, e mi fa pena. La sua espressione mentre rispondeva al tedesco mi ha fatto capire che Silvio Berlusconi NON HA CAPITO a che gioco sta giocando: si sente in azienda, è in politica. Che sia l'inizio della sua fine?

postato da doppiafila, 17:48 | link | commenti (4)

Helsinki (1/2)

Sul palco, la bateria picchia duro, e le ragazze segono una coreografia semplice, disegnata per lasciarle libere di godersela e per non distrarre il pubblico dai loro corpi. Con un ultimo passo simile ad un colpo di tacco, lasciano spazio ad una coppia: lui – il mestre sala, è vestito da nobile del seicento, coi pantaloni stretti alle ginocchia e delle improbabili scarpe spagnoleggianti, mentre lei – la porta bandeira – volteggia quasi appoggiata allo stendardo della scuola di samba, e nel suo girare solleva l’ampia gonna e lascia intravvedere delle culotte di velluto.

Eh sì, di velluto. Perchè non siamo a Rio de Janeiro nè a Salvador, ma molto più a nord e molto più ad est: Helsinki, piazza della stazione.

Sono le nove di sera, il sole di Giugno è ancora alto. Si festeggia il compleanno della città, all’inizio dell’estate che segna la rivoluzione nelle abitudini finalndesi, quando il lavoro e i ritmi regolari lasciano spazie non solo alle ferie ma anche ad una frenesia di divertimento e di vita che riempe feste, bar, strade e passeggiate prendendosi una rivincita su mesi di notti infinite e d’inverno. Sto camminando verso l’albergo, e appena superati i quattro giganti che reggono i lampioni rotondi della piazza vedo il palco pre-fabbricato e qualche centinaio di persone davanti. In tasca ho due banane e un pacchetto di arachidi: una squallida cena che non avrei immaginato di consumare a ritmo di samba enredo.

La presentatrice sta facendo un lungo, incomprensibile discorso, cosparso da parole che capisco: capoeira, Brasilienilla (qui capisco che ha a che fare col Brasile, ma non cosa significhi la declinazione...), Berimbau. Alle sue spalle si prepara un gruppo, che di lì a pochi minuti inizia a sfidarsi: non sono bravissimi, ma fanno tenerezza e resto a guardarli fino alla fine, divertito dalle storpiature finniche dei temi tradizionali della danza/lotta del Nordeste.

Tutti seguono attenti, uno o due accennano un movimento del bacino, o delle mani e nessuno si risparmia sull’applauso.

Faccio per andarmene, ma colgo un altro paio di paroline che mi fanno restare: e per fortuna, altrimenti mi sarei perso il meglio, come chi esce dallo stadio due minuti prima della fine per evitare la calca e si sente un gran furbo, ma solo finchè il boato si alza dagli spalti e non ha neppure un cane vicino per sapere almeno chi ha segnato...

Le paroline magiche pronunciate dalla giovane presentatrice sono “Suomi Bateria”, e la curiosità mi vince. Mentre sulla sinistra del palco due personaggi armeggiano con una custodia ed un leggio, una quantità di giovanotti e fanciulle – tutti rigorosamente pallidi e biondi – si fanno avanti, armati di tamburim, cuica, surdo e tutti gli altri strumenti del samba e del carnevale. Quando la bateria è pronta, i due loschi figuri tirano fuori un microfono ed un cavaquinho, la minuscola ghitarrina che fornisce alle canzoni del carnevale l’unica e inconfondibile base melodica. (...continua...)

postato da doppiafila, 11:38 | link | commenti (3)

mercoledì, luglio 02, 2003

Milano (ai confini con Corsico)

Folla - e due ambulanze - al distributore di benzina. I paramedici in gilet arancione e strisce fosforescenti si chinano a guardare sotto un furgoncino, si alzano, corrono all'ambulanza, tornano a stendersi per terra. Una ventina di persone guarda, ma non troppo da vicino; un cric è infilato sotto il pianale del Fiorino. La prima cosa che penso è che un meccanico stava lavorando alla coppa dell'olio e gli è cascata sopra la macchina. Chiedo a un milanese lì di fianco. Macchè. Lì sotto non c'è un meccanico, ma una signora (guardo meglio e in effetti vedo due gambe nude ed una maglietta colorata a righe), e il conducente non se ne deve essere accorto e l'ha messa sotto - letteralmente.  "Ma come sta la signora?" - è una domanda stupida, e mi becco la risposta che merito: "E' cosciente, le stanno parlando, ma - sa - ha una macchina sopra...". A pochi metri si abbassa un elicottero. Prova ad atterrare in un parcheggio, ma ci sono troppi alberi, per cui sceglie una piazzola vicino a via Lorenteggio. Lì riesce a  toccare terra. I rotori spostano tanta aria, e un motociclista deve reggersi a un lampione per non volare via.

postato da doppiafila, 14:27 | link | commenti (3)

martedì, luglio 01, 2003

Rio de Janeiro

Per strada, nei quartieri "bene" (e quindi non nelle favelas), ci sono delle specie di cartelloni pubblicitari 2x2 con sotto un display tipo aeroporto con la temperatura e l'ora che scandiscono il passare dei minuti col loro alternarsi. Il loro ruolo sociale però non è (solo) quello di ricordarci che siamo su questa terra di apssaggio, che il tempo è tiranno etc etc etc. Servono a ben altro. Servono a dichiarare ufficialmente giorni di festa non previsti. Se un carioca vede dalla finestra di casa o sul tragitto per andare in ufficio uno di questi cosi che segna 40 gradi o più, è legittimato a starsene/tornarsene a casetta (ovviamente giusto il tempo per cambiarsi e precipitarsi in spiaggia, che a Rio comunque non mai più lontana di 4 isolati). Se facessimo la stessa cosa da noi, pensate che risparmio. In primo luogo, saremmo salvi dai blackout e potremmo rinunciare al Gestore Nazionale dell'Energia...

postato da doppiafila, 18:48 | link | commenti (5)

Confessione

Da un po' di giorni il blog che visito di più è questo. Sarà grave?

postato da doppiafila, 10:10 | link | commenti (7)